L'interesse principale degli oscillatori, in qualità di
indicatori di tensione, è quello di segnalare i livelli di oscillazione,
prevedendo eventuali inversioni di tendenza. E' proprio per questo motivo che
sono stati elaborati i concetti di aree di "iperacquistato" e "ipervenduto".
Questi livelli corrispondono agli eccessi del mercato. Ad esempio, nel caso di
una situazione di iperacquistato, il titolo sale costantemente senza
consolidamenti o revisioni significative, facendo pertanto prevedere
un'inversione di tendenza imminente. Quest'ultima viene espressa da un
oscillatore che segnala un livello alto, in una zona, definita area di
ipervenduto, che rileva la tensione presente sul mercato. Parallelamente, ciò
vale anche per il caso opposto mentre, tra i due estremi, il mercato viene
considerato neutro.
Tuttavia, l'interpretazione di queste zone di
iperacquistato e di ipervenduto può rivelarsi più complessa. In effetti, gli
oscillatori possono assumere due configurazioni diverse (con o senza limiti).
Gli indicatori con limiti si muovono tra due valori fissi (spesso 0 e 100). E'
quindi facile determinare queste zone (ad esempio al di sopra di 75 per l'area
di iperacquistato e, al di sotto di 25 per l'area di ipervenduto). A titolo di
confronto, gli indicatori senza limiti non hanno per definizione alcun tetto
teorico per il rialzo e per il ribasso, il che rende più difficile delimitare
tali zone. Tuttavia, per quanto non sia prudente comprare in un mercato di
iperacquistato, il fatto di analizzare solamente il livello dell'indicatore non
fornisce necessariamente tutte le informazioni (cfr. grafico).


