Become Member  Informations Help

L'oscillatore stocastico (a cura di METASTOCK)

L'oscillatore stocastico (a cura di METASTOCK) 

LL'oscillatore stocastico opera delle correlazioni laddove
il prezzo di un valore mobiliare ha chiuso in conformità al suo range negli
ultimi periodi di tempo x.
La formula del parametro %K dell'oscillatore
stocastico è la seguente:

%K = 100 x [ (C - Lx) / (Hx - Lx) ]


Ad esempio, ecco il procedimento per calcolare una %K
su 10 giorni: innanzitutto, trovate i picchi massimi e i minimi relativi al
valore mobiliare negli ultimi 10 giorni. Per questo esempio, supponiamo che
negli ultimi 10 giorni il picco più alto fosse 46 e il più basso 38-- un range
di 8 punti. Se il prezzo di chiusura di oggi fosse 41, la %K verrebbe così
calcolata:
lo 0,375, in questo esempio, dimostra che la chiusura di oggi era
al livello del 37,5% rispetto al range di negoziazione del titolo negli ultimi
10 giorni. Se la chiusura di oggi fosse 42, l'oscillatore stocastico sarebbe
pari allo 0,50. Lo 0,50 rileverebbe che la chiusura odierna sul titolo era pari
al 50% (ovvero in posizione mediana) del suo range di scambio su 10 giorni.

L'esempio, di cui sopra, ha utilizzato un periodo di rallentamento della %K
di 1 giorno (senza rallentamento). Inserendo un valore superiore a uno, secondo
i parametri di MetaStock, si trovano le medie dei picchi più alti e più bassi
per il numero dei periodi di rallentamento della %K, prima di fare la divisione.

Una media mobile della %K viene poi calcolata sulla base del numero dei
periodi di tempo che avete specificato nei periodi della %D. Questa media mobile
viene denominata %D.
Infine, MetaStock moltiplica tutti i valori stocastici
per 100 al fine di trasformare i valori decimali in percentuali per una migliore
calibrazione (ad es., lo 0,375 viene presentato come il 37,5%).

L'oscillatore stocastico presenta delle variazioni di range che vanno dallo
0% al 100%. Una lettura dello 0% rileva che il titolo ha toccato il prezzo
minimo mai negoziato durante i periodi di tempo x precedenti. Una lettura del
100% rileva che il titolo ha toccato il prezzo massimo mai negoziato durante i
periodi di tempo x precedenti.
Gli oscillatori stocastici possono essere
utilizzati come oscillatori relativi agli scambi sia di breve che medio termine,
a seconda del numero di periodi di tempo utilizzati nel calcolo
dell'oscillatore. Quando viene presentato un oscillatore stocastico di breve
termine (es. 5-25 giorni), si suole rallentare il valore della %K per 3 giorni.

Ci sono molti modi di interpretare un oscillatore stocastico

Citiamo i tre criteri più comuni:
-- Comprare quando
l'oscillatore (%K oppure %D) scende sotto un dato livello (es., 20) e poi sale
sopra quel livello e, vendere quando l'oscillatore sale al di sopra di un dato
livello (es., 80) e poi scende al di sotto di quel livello. Tuttavia, prima di
stabilire un trade off di livelli precisi dell'iperacquistato/ipervenduto, si
consiglia in primo luogo di definire il trend di mercato sulla base degli
indicatori quali r2 (cfr. r2) oppure CMO (cfr. Chande Momentum Oscillator). Se
questi indicatori suggeriscono un mercato "non-trending ", allora gli scambi
basati su livelli rigorosi di iperacquistato/ipervenduto dovrebbero dare i
migliori risultati. Se si suggerisce un mercato di tendenze, allora si potrà
utilizzare l'oscillatore per intavolare delle negoziazioni nella direzione del
trend.
-- Acquistare quando la linea della %K sale al di sopra di quella
della %D (punteggiata) e vendere quando la linea della %K scende al di sotto
della %D line.
-- Cercare le divergenze. Ad es., laddove i prezzi segnano
una serie di nuovi picchi e l'oscillatore stocastico non riesce a superare i
suoi picchi precedenti.
La strutturazione di questi indicatori è più
complessa rispetto a quella di altri oscillatori. Un primo oscillatore,
denominato %K, viene rappresentato, con la seguente formula:

%K = 100 x [(C - Lx) / (Hx - Lx)]


in cui C rappresenta l'ultimo prezzo di chiusura, Lx il
prezzo minimo degli ultimi giorni x e Hx il prezzo massimo degli ultimi giorni
x. Il periodo di tempo più comunemente preso in considerazione è di cinque
giorni.
Pertanto, quando il mercato è sotto il segno del rialzo, il prezzo
di chiusura è vicino ai suoi massimi degli ultimi giorni. Il rapporto allora si
orienta in direzione di 1 e l'oscillatore della %K si dirige verso 100. Per
contro, in un mercato ribassista, il rapporto è orientato verso lo 0 e lo stesso
dicasi per la %K.


Pertanto la %K esprime le tensioni presenti sul mercato
(ipervenduto o iperacquistato) sotto il profilo dell'RSI ma, in contrapposizione
a quest'ultimo, essa è correlata ai prezzi estremi e non ai prezzi di chiusura.

Viene creato allora un secondo indicatore, la %D, in modo da attenuare la
%K, mediante la seguente formula :


%D = 100 x Hy /Ly


in cui Hy rappresenta la somma di (C - Lx) degli ultimi
giorni e Ly la somma di (Hx - Lx) degli ultimi giorni y, di cui y < x. In
altri termini, la %D rappresenta una media della %K (giorni x) espressa negli
ultimi giorni y. La nuova durata nel tempo coincide spesso con tre giorni.

Nonostante questo appiattimento, rimane difficile comparare la %D e la %K
poiché la %K può facilmente passare da 0 a 100 da una seduta all'altra. Quindi,
la %D diventa il nuovo indicatore di riferimento. A questo punto viene creato un
terzo indicatore, una %D lenta, in modo da attenuare la %D. Questo indicatore
viene ricavato prendendo in considerazione la media della %D su tre giorni. La
%D e la %D lenta vengono quindi denominate rispettivamente oscillatori
stocastici rapidi e lenti.

 

 

stochastiques