WASHINGTON, 12 marzo (Reuters) - La crisi dei mercati creditizi globali potrebbe aggravarsi e gli istituti centrali a livello mondiale devono essere pronti a valutare un'ampia gamma di interventi a salvaguardia dell'economia reale.
Lo dichiara John Lipski, primo vicedirettore del Fondo monetario internazionaleions.
"Al momento ci sono pochi dubbi che stiamo aumentando i rischi di un'ulteriore escalation della crisi attuale e saranno richiesti decisivi interventi di politica monetaria a sostegno del sistema finanziario globale e l'economia reale" spiega in un intervento al Peterson Institute for International Economics di Washington.
Potrebbero inoltre rivelarsi insufficienti semplici misure di politica monetaria e dovrebbero venire valutate tutte le opzioni, incluso l'utilizzo di fondi pubblici.
"Dobbiamo tenere sul tavolo tutte le alternative, compreso il possibile ricorso a fondi pubblici da utilizzare a tutela del sistema finanziario" continua.
"Non sto chiedendo l'utilizzo dei fondi dei contribuenti per il salvataggio di singole banche, riconosco però pienamente il ruolo dell'intervento pubblico una volta fallite tutte le possibili soluzioni private".
Lipsky definisce poi "utile" l'intervento coordinato varato ieri dalle banche centrali a sostegno della liquidità, la cui carenza toglie ossigeno al mercato del credito, ma spiega che il ricorso alla poltica monetaria più risultare non abbastanza in una crisi come quella attuale.
Il costo della raccolta, precisa, rimane infatti negli Stati Uniti persistentemente elevato a dispetto dei numerosi e aggressivi tagli dei tassi da parte di Federal Reserve, che pure ha agito "in maniera adeguata".
Quanto invece alla Banca centrale europea, che ha confermato i tassi la soltanto la settimana scorsa di fronte alla minaccia di inflazione, si potrebbe per Lipski pensare a una risposta "flessibile, in caso si intensifichino i rischi sulla crescita e rientrino quelli sui prezzi al consumo".
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