BRUXELLES, 15 maggio (Reuters) - Per l'Europa non è importante avere un unico seggio nelle istituzioni finanziarie, quello che serve è una politica comune degli stati membri.
Questa l'opinione espressa oggi da Dominique Strauss-Kahn capo del Fondo monetario internazionale.
"Il problema non è se gli europei e la zona euro devono avere o no un unico seggio nel Fmi, nella Banca Mondiale o in altre istituzioni internazionali. La domanda è se sono in grado di avere una politica comune, perché avere diversi seggi in più istituzioni non rappresenta un problema fino a quando tutti dicono le stesse cose", ha detto intervenendo all'Economic Forum in corso di svolgimento nella capitale belga.
Oggi il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker ha detto che in futuro il gruppo avrà un unico seggio in seno al Fmi, sollecitando al contempo il presidente francese Nicolas Sarkozy ad abbracciare una soluzione di questo tipo.
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MILANO, 14 maggio (Reuters) - La riduzione del debito pubblico in Italia attraverso la cessione di asset non finanziari, in primis gli immobili, non manca di controindicazioni, dalle abbondanti difficoltà pratiche al possibile parallelo indebolimento della disciplina fiscale.
Ad affermarlo è Stefania Fabrizio, economista Fmi, in un paper di discussione dell'istituzione internazionale intitolato "Should Italy sell its nonfinancial assets to reduce the debt?".
Le cessioni di immobili, afferma l'economista, se condotte propriamente, possono avere il merito di renderne l'utilizzo più efficiente, ma il trade-off tra vantaggi e svantaggi porta a dire che l'effetto netto è quello di un limitato di consolidamento fiscale, non quello di sostituirlo.
L'altro Paese - il Belgio - entrato nella zona euro con un debito/Pil molto elevato lo ha ridotto, molto più dell'Italia, senza un pesante ricorso a vendite straordinarie ma utilizzando piuttosto una disciplina fiscale più rigorosa.
Un piano strategico di gestione del patrimonio immobiliare pubblico aiuterebbe ad identificare gli asset in surplus e a generare risparmi attraverso un utilizzo più efficiente degli asset nantenuti in possesso della PA.
Da un lato, spiega il paper, questo indicherebbe le priorità e aumenterebbe la trasparenza del processo di vendita, dall'altro migliorerebbe l'efficienza della gestione degli immobili e, quindi, creerebbe risparmi permanenti, che aiuterebbero il miglioramento della finanza pubblica, riducendo la necessità di misure straordinarie.
Ma, scrive l'economista del Fondo, al di là della praticabilità c'è materia per attendersi che la vendita di asset crei l'illusione di spazio fiscale, mettendo in pericolo la disciplina fiscale e riducendo, quindi, l'effetto netto finale.
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GERUSALEMME, 14 maggio (Reuters) - Il Fondo monetario internazionale non vede una ripresa dell'economia prima del 2009.
Lo ha detto il direttore generale Dominique Strauss-Kahn nel corso di una conferenza a Gerusalemme in occasione del sessantesimo anniversario della nascita di Israele.
Mentre "gran parte" della crisi finanziaria globale è "probabilmente" finita, Strauss-Kahn non si aspetta che l'economia smetta di rallentare prima del prossimo anno.
"Quanto durerà il rallentamento? Non vedo una ripresa prima del 2009", ha dichiarato sottolineando però che i mercati emergenti stanno andando bene nonostante i problemi degli Usa e delle altre economie sviluppate.
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WASHINGTON, 8 maggio (Reuters) - L'economia italiana ha bisogno di riforme strutturali che diano impulso all'economia, e tagli fiscali che hanno l'obiettivo di stimolare la crescita devono comunque essere compensati da riduzioni di spesa.
Lo ha detto Masood Ahmed, portavoce del Fondo monetario internazionale, durante una conferenza stampa nella quale ha ribadito la necessità dell'Italia di migliorare la qualità dell'amministrazione e ridurre l'evasione fiscale.
"L'obiettivo principale dovrebbe essere quello di riforme strutturali di ampio respiro per iniziare un balzo dell'economia dal lato dell'offerta" ha deteto Masood. "Il nuovo governo ha la maggioranza per fare in modo che accada".
A chi gli chiedeva un parere circa l'intenzione del governo Berlusconi di eliminare l'Ici sulla prima casa, Ahmed ha risposto che ogni taglio "deve essere almeno pienamente compensato da una riduzione della spesa, considerata la necessità pressante di un consolidamento fiscale".
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MILANO, 7 maggio (Reuters) - Di seguito una tabella
riassuntiva delle ultime stime di istituzioni nazionali e
internazionali su crescita e conti pubblici dopo l'attesa
archiviazione della procedura Ue per deficit eccessivo.
I valori di disavanzo e debito pubblico sono espressi in
percentuale rispetto al prodotto interno lordo.
GOVERNO UE FMI
(1) (2) (3)
CRESCITA 2008 0,6 0,5 0,3
CRESCITA 2009 1,2 0,8 0,3
DEFICIT 2008 2,4 2,3 2,5
DEFICIT 2009 2,1 2,4 2,5
DEBITO 2008 103,0 103,2 103,6
DEBITO 2009 101,8 102,6 104,0
(1) Relazione unificata sull'economia e la finanza
pubblicata il 12 marzo scorso. I valori indicati per deficit e
debito 2009 sono quelli tendenziali, mentre a livello
programmatico il disavanzo è proiettato a 1,8%, con una manovra
netta a 0,3% del Pil e un 1,5% strutturale, e il debito a
101,5%. Relativo al periodo 2007-2011, il rapporto prevede il
pareggio di bilancio nel 2011 e la discesa del debito al di
sotto della soglia del 100% nel 2010.
Le precedenti stime ufficiali della Relazione previsionale e
programmatica di fine settembre indicavano per quest'anno una
crescita di 1,5% con un deficit a 2,2% e un debito a 103,5% del
Pil
(2) Stime di primavera diffuse il 28 aprile scorso. La
proiezione Ue sulla crescita 2008 era stata ridotta a 0,7%
'interim forecasts' di fine febbraio, mentre le stime d'autunno
datate 9 novembre parlavano per il 2008 di un Pil a 1,4% con un
deficit a 2,3% e un debito a 102,9% sempre rispetto al prodotto
interno lordo
(3) World economic outlook del 9 aprile. Nell'aggiornamento
del rapporto semestrale diffuso a gennaio il Fondo indicava una
crescita pari a 0,8% quest'anno e 1,0% il prossimo
NB: L'Italia ha archiviato il 2007 con una crescita di 1,5%,
un deficit/Pil a 1,9% e un debito/Pil a 104,0%
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