WASHINGTON, 8 maggio (Reuters) - L'economia italiana ha bisogno di riforme strutturali che diano impulso all'economia, e tagli fiscali che hanno l'obiettivo di stimolare la crescita devono comunque essere compensati da riduzioni di spesa.
Lo ha detto Masood Ahmed, portavoce del Fondo monetario internazionale, durante una conferenza stampa nella quale ha ribadito la necessità dell'Italia di migliorare la qualità dell'amministrazione e ridurre l'evasione fiscale.
"L'obiettivo principale dovrebbe essere quello di riforme strutturali di ampio respiro per iniziare un balzo dell'economia dal lato dell'offerta" ha deteto Masood. "Il nuovo governo ha la maggioranza per fare in modo che accada".
A chi gli chiedeva un parere circa l'intenzione del governo Berlusconi di eliminare l'Ici sulla prima casa, Ahmed ha risposto che ogni taglio "deve essere almeno pienamente compensato da una riduzione della spesa, considerata la necessità pressante di un consolidamento fiscale".
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MILANO, 7 maggio (Reuters) - Di seguito una tabella
riassuntiva delle ultime stime di istituzioni nazionali e
internazionali su crescita e conti pubblici dopo l'attesa
archiviazione della procedura Ue per deficit eccessivo.
I valori di disavanzo e debito pubblico sono espressi in
percentuale rispetto al prodotto interno lordo.
GOVERNO UE FMI
(1) (2) (3)
CRESCITA 2008 0,6 0,5 0,3
CRESCITA 2009 1,2 0,8 0,3
DEFICIT 2008 2,4 2,3 2,5
DEFICIT 2009 2,1 2,4 2,5
DEBITO 2008 103,0 103,2 103,6
DEBITO 2009 101,8 102,6 104,0
(1) Relazione unificata sull'economia e la finanza
pubblicata il 12 marzo scorso. I valori indicati per deficit e
debito 2009 sono quelli tendenziali, mentre a livello
programmatico il disavanzo è proiettato a 1,8%, con una manovra
netta a 0,3% del Pil e un 1,5% strutturale, e il debito a
101,5%. Relativo al periodo 2007-2011, il rapporto prevede il
pareggio di bilancio nel 2011 e la discesa del debito al di
sotto della soglia del 100% nel 2010.
Le precedenti stime ufficiali della Relazione previsionale e
programmatica di fine settembre indicavano per quest'anno una
crescita di 1,5% con un deficit a 2,2% e un debito a 103,5% del
Pil
(2) Stime di primavera diffuse il 28 aprile scorso. La
proiezione Ue sulla crescita 2008 era stata ridotta a 0,7%
'interim forecasts' di fine febbraio, mentre le stime d'autunno
datate 9 novembre parlavano per il 2008 di un Pil a 1,4% con un
deficit a 2,3% e un debito a 102,9% sempre rispetto al prodotto
interno lordo
(3) World economic outlook del 9 aprile. Nell'aggiornamento
del rapporto semestrale diffuso a gennaio il Fondo indicava una
crescita pari a 0,8% quest'anno e 1,0% il prossimo
NB: L'Italia ha archiviato il 2007 con una crescita di 1,5%,
un deficit/Pil a 1,9% e un debito/Pil a 104,0%
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MILANO, 24 aprile (Reuters) - La priorità del nuovo governo italiano dovrebbe essere la salvaguardia dei progressi ottenuti negli ultimi anni sul piano dei conti pubblici.
Lo dice Masood Ahmed, portavoce del Fondo monetario, rispondendo a una domanda nel corso della consueta conferenza stampa accessibile anche attraverso il sito internet dell'Fmi.
"Bisognerebbe prima di tutto salvaguardare i progressi ottenuti sul piano del consolidamento di bilancio... il deficit sta per indebolirsi nuovamente e il debito risalirà... un'azione rapida per evitare il peggioramento dei conti sarebbe benvenuta" ha detto il portavoce del Fondo parlando dei compiti del nuovo esecutivo che sarà guidato da Silvio Berlusconi.
Ahmed ha ricordato che nel 2007 sono stati fatti progressi significativi per migliorare i conti italiani, anche se lo sforzo di risanamento è stato compiuto soprattutto dal lato delle entrate.
Nel World economic outlook pubblicato lo scorso 9 aprile, il Fondo ha indicato una stima di crescita di 0,3% per l'Italia, affiancata da una previsione di 2,5% per il deficit/pil e 103,6% per il debito/Pil. Sul fronte dei conti, il 2007 si era chiuso per l'Italia con un deficit di 1,9% del Pil e un debito di 104%.
Il portavoce del Fondo ha aggiunto che il nuovo governo dovrebbe continuare a lavorare per liberalizzare l'economia italiana.
((Francesca Landini, Redazione Milano, Reuters messaging: francesca.landini.reuters.com@reuters.net, +39 02 66129437, milan.newsroom@reuters.com))
WASHINGTON, 11 aprile (Reuters) - A parere del Fondo monetario internazionale la regione asiatica non può aspettarsi di uscire completamente indenne dalla crisi economica iniziata dal settore immobiliare Usa e sfociata in un rallentamento della prima economia mondiale.
A dirlo alla stampa è David Burton, economista capo del Fondo per Asia e pacifico, secondo cui il contenimento dell'inflazione dovrebbe essere l'obiettivo prioritario per i paesi asiatici, in cui ancora non si rilevano segnali di crisi creditizia.
"Se in Asia la crescita rimane positiva, è comunque improbabile che la regione non risenta dell'attuale rallentamento" spiega.
In materia di inflazione, l'economista vede nell'apprezzamento dello yuan cinese un contributo a contenere il surriscaldamento dei prezzi al consumo e avverte che, partire dal rincaro delle materie prime, le tensioni sul costo della vita stanno cominciando a trasformarsi nei temuti effetti 'second-round' sui salari.
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IL CAIRO, Egitto, 9 aprile (Reuters) - Sebbene si possa discutere sul fatto che le stime del Fondo monetario internazionale siano troppo pessimistiche resta il fatto che il Paese non cresce.
Lo constata il presidente uscente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo commentando le nuove stime del Fondo secondo le quali nel 2008 il Pil italiano crescerà dello 0,3% contro lo 0,6 previsto dal governo.
"Si potrà discutere, e io lo condivido, sul fatto che le stime siano troppo pessimistiche, ma è un fatto che l'Italia non cresce, non solo in termini economici ma in termini di clima, di gioia e di entusiamo. C'è una cappa, l'Italia è sempre ultima in Europa per crescita e competitività", ha detto Montezemolo in una conferenza stampa a margine della missione degli imprenditori italiani a Il Cairo.
Secondo Montezemolo l'attuale situazione italiana "non è compatibile con le promesse che ben difficilmente potranno essere mantenute. Il Paese ha bisogno di verità sul suo stato generale e non solo sull'economia".
Montezemolo fa notare poi a fronte di un andamento stagnante della crescita economica le esportazioni italiane extra europee nel 2007 siano cresciute più della media europea, facendo riconquistare al Paese il secondo posto dopo la Germania, recuperando lo slittamento al quarto posto che vi era nel 2004, quando pure la crescita era vicina allo zero.
"Nel 2004 io avevo detto che le imprese dovevano fare squadra e noi lo abbiamo fatto. Le aziende si sono ristrutturate, l'Italia non ha fatto lo stesso come sistema Paese", ha concluso.
((Francesca Piscioneri, via redazione Roma, RM: giuseppe.fonte.reuters.com@reuters.net - +390685224393 - rome.newsroom@reuters.com))
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