MILANO, 14 maggio (Reuters) - La riduzione del debito pubblico in Italia attraverso la cessione di asset non finanziari, in primis gli immobili, non manca di controindicazioni, dalle abbondanti difficoltà pratiche al possibile parallelo indebolimento della disciplina fiscale.
Ad affermarlo è Stefania Fabrizio, economista Fmi, in un paper di discussione dell'istituzione internazionale intitolato "Should Italy sell its nonfinancial assets to reduce the debt?".
Le cessioni di immobili, afferma l'economista, se condotte propriamente, possono avere il merito di renderne l'utilizzo più efficiente, ma il trade-off tra vantaggi e svantaggi porta a dire che l'effetto netto è quello di un limitato di consolidamento fiscale, non quello di sostituirlo.
L'altro Paese - il Belgio - entrato nella zona euro con un debito/Pil molto elevato lo ha ridotto, molto più dell'Italia, senza un pesante ricorso a vendite straordinarie ma utilizzando piuttosto una disciplina fiscale più rigorosa.
Un piano strategico di gestione del patrimonio immobiliare pubblico aiuterebbe ad identificare gli asset in surplus e a generare risparmi attraverso un utilizzo più efficiente degli asset nantenuti in possesso della PA.
Da un lato, spiega il paper, questo indicherebbe le priorità e aumenterebbe la trasparenza del processo di vendita, dall'altro migliorerebbe l'efficienza della gestione degli immobili e, quindi, creerebbe risparmi permanenti, che aiuterebbero il miglioramento della finanza pubblica, riducendo la necessità di misure straordinarie.
Ma, scrive l'economista del Fondo, al di là della praticabilità c'è materia per attendersi che la vendita di asset crei l'illusione di spazio fiscale, mettendo in pericolo la disciplina fiscale e riducendo, quindi, l'effetto netto finale.
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WASHINGTON, 7 maggio (Reuters) - Le vendite in corso di case esistenti negli Usa sono diminuite dell'1% su mese a marzo, in linea con le attese. Ad influire negativamente sul dato l'aggravarsi della crisi del mercato immobiliare.
L'indice destagionalizzato elaborato dal National Association of Realtors è sceso a 83,0 dall'83,8 rivisto di febbraio. Sullo stesso mese del 2007 il calo del 20,1%.
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LONDRA, 30 aprile (Reuters) - I prezzi delle case in Gran Bretagna sono scesi per il sesto mese consecutivo in aprile segnando un calo su anno per la prima volta da oltre 12 anni.
I dati diffusi dal costruttore Nationwide mostrano che nel mese in corso i prezzi sono diminuiti dell'1,1% a 178.555 sterline, oltre il doppio del tasso previsto dagli economisti.
Il dato tendenziale risulta in calo dell'1,0% contro il +1,1% registrato a marzo.
Dopo che negli ultimi dieci anni gli immobili hanno quasi triplicato il proprio valore, il dato di oggi conferma il rapido peggioramento del clima sul mercato immobiliare, aumentando la pressione per un nuovo taglio dei tassi in modo da ridare fiato all'economia.
Secondo Nationwide il piano di swap sui mutui da 50 miliardi di sterline approntato dalla Bank of England per gli istituti finanziari dovrebbe aiutare a stabilizzare i mercati finanziari all'ingrosso.
"Tuttavia, è improbabile che i prezzi delle case e il volume di mutui tornerà ai livelli visti in questo periodo dello scorso anno" ha detto Fionnuala Earley, capo economista di Nationwide.
"L'indebolimento della fiducia sul mercato residenziale e la domanda, non collegata alle turbolenze sul mercato finanziario, significano che dovremo aspettarci un ulteriore rallentamento delle condizioni di mercato".
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WASHINGTON, 24 aprile (Reuters) - Le vendite di nuove case unifamiliari negli Stati Uniti hanno registrato a marzo una correzione di 8,5% calando al tasso annuo di 526.000 unità, minimo dalle 524.000 di ottobre 1991.
Lo comunica il dipartimento al Commercio, precisando che la variazione di febbraio è stata rivista nettamente al ribasso e indica un tasso annualizzato di 575.000 da 590.000 della lettura preliminare.
Il risultato disattende le aspettative degli analisti interpellati da Reuters, che scommettevano per il tasso annuo di marzo su 580.000 unità.
La statistica del mese scorso evidenzia inoltre un significativo crollo nei prezzi di vendita, la cui mediana vede una flessione di 13,3% su marzo 2007, massimo calo da luglio 1970.
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ROMA, 23 aprile (Reuters) - Francesco Gaetano Caltagirone, il presidente di Caltagirone spa <CALI.MI>, holding a cui fanno capo attività dal cemento, alle costruzioni, all'editoria, prevede due-tre anni di fortissimo e benefico rallentamento del mercato degli immobili residenziali.
"Vedo due-tre anni di mercato in fortissimo rallentamento, il che è assolutamente benefico perché la domanda eccessiva ha fatto crescere i prezzi anche delle aree edificabili e ora se si ridurranno i prezzi questo sarà benefico per il mercato", ha detto rispondendo in assemblea a un azionista.
((Stefano Bernabei, in redazione a Roma Giselda Vagnoni, Reuters Messaging: stefano.bernabei.reuters.com@reuters.net - +39 06 85224354 - rome.newsroom@reuters.com))
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