MILANO, 12 maggio (Reuters) - Resta "essenziale come sempre" il mandato primario e il focus della Banca centrale europea sulla stabilità dei prezzi.
A dirlo è il presidente Jean-Claude Trichet, in un intervento al forum 'Economia e società aperta' in corso a Milano.
Il presidente Bce torna quindi a mettere in chiaro come la leva dei tassi e la poltica monetaria abbiano un potere limitato sugli shock dei prezzi nel breve termine, ma un ruolo determinante nel determinare la dinamica del costo della vita nel medio termine.
Essenziale, ribadisce perfettamente in linea alle più recenti dichiarazioni, il "solido ancoraggio delle aspettative di inflazione" ed evitare i cosiddetti effetti 'second round', ovvero le ricadute sui salari.
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MADRID, 12 maggio (Reuters) - La zona euro vedrà un prolungato periodo di inflazione al di sopra del target della Bce del 2%, ma poi i prezzi scenderanno leggermente nel medio periodo.
Lo ha detto Jose Manuel Gonzalez-Paramo, membro del consiglio direttivo della Banca Centrale europea.
Viste le prospettive di inflazione, ha aggiunto Gonzalez Paramo la Bce non può allentare la presa per assicurare la stabilità dei prezzi.
"Stimo sperimentando un prolungato periodo di tassi di inflazione che stanno decisamente sopra il nostro obbiettivo" ha detto Gonzalez Paramo.
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Per il rimando alla dichiarazioni in lingua originale del presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet, in occasione dell'odierna conferenza stampa al termine del consiglio mensile per la politica monetaria, cliccare su [nECBNEWS].
Per l'introduzione del banchiere centrale cliccare due volte su [nECBTEXT], mentre su [nECBVIEW] è disponibile una selezione di commenti degli analisti.
La notizia sulla decisione del board di lasciare il tasso di riferimento per la zona euro fermo al 4,0% è accessibile cliccando su [nL08371067].
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LONDRA, 30 aprile (Reuters) - I prezzi delle case in Gran Bretagna sono scesi per il sesto mese consecutivo in aprile segnando un calo su anno per la prima volta da oltre 12 anni.
I dati diffusi dal costruttore Nationwide mostrano che nel mese in corso i prezzi sono diminuiti dell'1,1% a 178.555 sterline, oltre il doppio del tasso previsto dagli economisti.
Il dato tendenziale risulta in calo dell'1,0% contro il +1,1% registrato a marzo.
Dopo che negli ultimi dieci anni gli immobili hanno quasi triplicato il proprio valore, il dato di oggi conferma il rapido peggioramento del clima sul mercato immobiliare, aumentando la pressione per un nuovo taglio dei tassi in modo da ridare fiato all'economia.
Secondo Nationwide il piano di swap sui mutui da 50 miliardi di sterline approntato dalla Bank of England per gli istituti finanziari dovrebbe aiutare a stabilizzare i mercati finanziari all'ingrosso.
"Tuttavia, è improbabile che i prezzi delle case e il volume di mutui tornerà ai livelli visti in questo periodo dello scorso anno" ha detto Fionnuala Earley, capo economista di Nationwide.
"L'indebolimento della fiducia sul mercato residenziale e la domanda, non collegata alle turbolenze sul mercato finanziario, significano che dovremo aspettarci un ulteriore rallentamento delle condizioni di mercato".
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FRANCOFORTE, 22 aprile (Reuters) - La Banca centrale europea potrebbe esser costretta ad adottare una politica monetaria più restrittiva, anche se non c'è da attendersi una mossa nel brevissimo periodo.
Lo riferisce l'agenzia stampa Market News International, citando fonti anonime.
Secondo una prima fonte, la Bce ha abbandonato l'orientamento favorevole a un taglio dei tassi, ma il mercato stesso ha già prodotto un forte effetto restrittivo dato il rialzo dei tassi del mercato monetario. Nessuno parla più di un taglio dei tassi", dice la fonte. La banca "adotta una politica attendista, lo fa già da tempo, ma l'orientamento si è spostato".
"E' difficile però veder salire i tassi ora, con il settore finanziario ancora debole e gli Usa sull'orlo della recessione", ha precisato.
Un alto dirigente del sistema della banche centrali della zona euro ha detto che la Bce potrebbe esser convinta ad agire dai livelli record toccati dall'inflazione.
"Con l'inflazione che corre verso il 3,6%, la Bce potrebbe esser costretta a una politica monetaria più restrittiva", ha detto. "Bisognerà vedere se le pressioni inflazionistiche derivanti dal petrolio e dai prezzi alimentari creeranno una spirale secondaria di aumenti dei salari e dei prodotti di largo consumo".
Ma il funzionario ha avvertito: "I mercati non si aspettino cambiamenti della politica monetaria nei prossimi mesi. Non possiamo dare un giudizio di medio termine, dato che non conosciamo con precisione l'esposizione del settore bancario alla crisi finanziaria".
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