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LONDRA, 30 aprile (Reuters) - I prezzi delle case in Gran Bretagna sono scesi per il sesto mese consecutivo in aprile segnando un calo su anno per la prima volta da oltre 12 anni.
I dati diffusi dal costruttore Nationwide mostrano che nel mese in corso i prezzi sono diminuiti dell'1,1% a 178.555 sterline, oltre il doppio del tasso previsto dagli economisti.
Il dato tendenziale risulta in calo dell'1,0% contro il +1,1% registrato a marzo.
Dopo che negli ultimi dieci anni gli immobili hanno quasi triplicato il proprio valore, il dato di oggi conferma il rapido peggioramento del clima sul mercato immobiliare, aumentando la pressione per un nuovo taglio dei tassi in modo da ridare fiato all'economia.
Secondo Nationwide il piano di swap sui mutui da 50 miliardi di sterline approntato dalla Bank of England per gli istituti finanziari dovrebbe aiutare a stabilizzare i mercati finanziari all'ingrosso.
"Tuttavia, è improbabile che i prezzi delle case e il volume di mutui tornerà ai livelli visti in questo periodo dello scorso anno" ha detto Fionnuala Earley, capo economista di Nationwide.
"L'indebolimento della fiducia sul mercato residenziale e la domanda, non collegata alle turbolenze sul mercato finanziario, significano che dovremo aspettarci un ulteriore rallentamento delle condizioni di mercato".
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BERLINO, 23 aprile (Reuters) - L'economia tedesca è in buona salute e riesce a far fronte al rincaro del greggio e all'apprezzamento dell'euro <EUR=>. Lo dice il vice ministro delle Finanze, Thomas Mirow.
"La più grande economia in Europa, la Germania, è in buone condizioni", ha detto parlando alla conferenza "Euromoney" a Berlino.
"Gli ordini delle imprese rimangono 'salutari' e l'economia sta fronteggiando bene l'aumento del prezzo del petrolio e l'apprezzamento dell'euro".
Ieri la moneta unica europea ha superato 1,60 dollari segnando un nuovo massimo storico, mentre sempre più investitori scommettono su un prossimo rialzo dei tassi da parte della Bce.
Sulle turbolenze finanziarie, Mirow ha dichiarato che "la situazione è ancora difficile (...) è arduo prevedere quando passeranno".
"La fine (delle turbolenze) non dipende solo dai fondamentali ma anche dalle aspettative e dalle variabili psicologiche del mercato, che giocano un ruolo cruciale".
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FRANCOFORTE, 22 aprile (Reuters) - La Banca centrale europea potrebbe esser costretta ad adottare una politica monetaria più restrittiva, anche se non c'è da attendersi una mossa nel brevissimo periodo.
Lo riferisce l'agenzia stampa Market News International, citando fonti anonime.
Secondo una prima fonte, la Bce ha abbandonato l'orientamento favorevole a un taglio dei tassi, ma il mercato stesso ha già prodotto un forte effetto restrittivo dato il rialzo dei tassi del mercato monetario. Nessuno parla più di un taglio dei tassi", dice la fonte. La banca "adotta una politica attendista, lo fa già da tempo, ma l'orientamento si è spostato".
"E' difficile però veder salire i tassi ora, con il settore finanziario ancora debole e gli Usa sull'orlo della recessione", ha precisato.
Un alto dirigente del sistema della banche centrali della zona euro ha detto che la Bce potrebbe esser convinta ad agire dai livelli record toccati dall'inflazione.
"Con l'inflazione che corre verso il 3,6%, la Bce potrebbe esser costretta a una politica monetaria più restrittiva", ha detto. "Bisognerà vedere se le pressioni inflazionistiche derivanti dal petrolio e dai prezzi alimentari creeranno una spirale secondaria di aumenti dei salari e dei prodotti di largo consumo".
Ma il funzionario ha avvertito: "I mercati non si aspettino cambiamenti della politica monetaria nei prossimi mesi. Non possiamo dare un giudizio di medio termine, dato che non conosciamo con precisione l'esposizione del settore bancario alla crisi finanziaria".
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STRASBURGO, 21 aprile (Reuters) - Il vice presidente della Banca centrale europea, Lucas Papademos, ha detto che gli ultimi dati confermano la presenza di rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi nel medio termine e che c'è la possibilità di effetti secondari sui salari e sul processo di formazione dei prezzi.
Durante la presentazione del rapporto annuale 2007 della Bce davanti al comitato Economia e affari monetari del Parlamento europeo, il banchiere ha affermato anche che le previsioni di crescita per l'anno in corso sono caratterizzate da notevole incertezza e da rischi al ribasso.
A pesare sullo sviluppo economico sono soprattutto le tensioni sui mercati finanziari, che potrebbero prolungarsi più a lungo di quanto inizialmente previsto, e gli aumenti del costo del petrolio e dei beni alimentari, ha detto Papademos.
Il banchiere ha poi aggiunto di ritenere l'attuale politica monetaria della Bce in grado di portare alla stabilità dei prezzi. Come già precedentemente espresso, l'ancoraggio delle aspettative inflazionistiche è la priorità più importante per la Bce, ha detto.
L'impegno della banca centrale, infatti, secondo Papademos, è di fare tutto il necessario per la stabilità dei prezzi e per prevenire gli effetti secondari nel medio termine.
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