WASHINGTON, 19 maggio (Reuters) - L'economia Usa è debole, ma sta camminando sul ciglio del baratro della recessione senza cadervi.
E' quanto emerge dal leading indicator di aprile, salito per il secondo mese consecutivo.
Il Conference Board ha calcolato che il leading indicator è cresciuto dello 0,1%, replicando il risultato di marzo. La previsione era di un super-indice invariato.
"Questo dato è sintomo di un'economia debole, ma non in recessione", ha commentato Ken Goldstein, economista del lavoro del Conference Board. "Inoltre, gli incrementi minimi dell'indice a marzo e aprile potrebbero anticipare che l'economia non si indebolirà ulteriormente".
L'indice coincidente, che misura le condizioni attuali, è rimasto invariato ad aprile e marzo, mentre l'indicatore ritardato è salito di 0,1% in aprile e di 0,4% in marzo.
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KIEV, 19 maggio (Reuters) - La crescita economica tedesca potrebbe superare il 2% quest'anno nonostante le ripercussioni della crisi globale del credito, che probabilmente saranno avvertite nell'economia reale in tutto il mondo.
Lo ha detto il vice ministro delle Finanze tedesco Thomas Mirow in un'intervista a Reuters a margine dell'incontro annuale della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), di cui è stato appena eletto presidente.
"Probabilmente avremo (una crescita) sopra il 2% quest'anno... a dimostrazione della competitività della Germania", ha detto Mirow.
La stima di Mirow per la crescita 2008 è superiore alla previsione ufficiali del governo di +1,7% e arriva meno di una settimana dopo dati che hanno rivelato nei primi tre mesi dell'anno il tasso di crescita dell'economia tedesca più forte dal 1996, con un +1,5% su trimestre.
Per Mirow l'euro forte ha contribuito ad abbassare il costo del petrolio, che viene quotato in dollari, ma potrebbe comunque essere un problema per la bilancia commerciale del paese.
"Per i nostri esportatori che esportano verso l'area dollaro, l'euro forte è un vincolo.... L'economia tedesca è sensibile ai rialzi dell'euro".
Potrebbero inoltre esserci altri shock legati alla crisi del credito globale innescata dalle difficoltà del settore mutui statunitense, che ha pesato sui mercati finanziari e ha spinto le banche a una stretta dei prestiti.
"Penso che vedremo ancora qualche ripercussione e impatto della crisi (del credito) sull'economia reale", ha detto Mirow.
Le economie di alcune aree dell'Europa centrale e orientale potrebbero rivelarsi particolarmente sensibili alla crisi dopo la rapida crescita degli ultimi anni e a causa delle crescenti pressioni inflazionistiche.
"Dopo un periodo di rapida crescita è in gioco la questione della sostenibilità e i pericoli di inflazione in alcuni paesi (dell'Europa orientale) sono ancora più significativi che in altre parti del mondo".
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WASHINGTON, 19 maggio (Reuters) - I mercati del credito mostreranno qualche segnale di miglioramento, ma le prospettive per la crescita di quest'anno e del prossimo sono peggiorate.
Lo sostengono gli economisti delle imprese statunitensi che sono divisi sulla possibilità che l'economia americana sia già entrata in recessione o meno.
L'indagine condotta dall'associazione americana che riunisce gli economisti d'impresa (Nabe) tra il 17 aprile e il primo maggio prevede una crescita economica di 2,1% nella seconda parte dell'anno, al di sotto della previsione di 2,8% pubblicata a febbraio.
Tra i 52 economisti intervistati, il 56% ritiene che l'economia sia già in recessione o che la sperimenterà nel corso dell'anno. A febbraio quelli che si attendevano una recessione erano il 45%.
"Anche se la crisi dei mercati immobiliare e del credito si attenuerà gradualmente, ci si attende che la crescita Usa ritorni ad essere salutare solo lentamente" ha commentato Ellen Hughes-Cromwick, presidente Nabe e capo economista di Ford Motor Co.
"Mentre il campione della nostra indagine prevede un miglioramento nel mercato del credito e una svolta dell'immobiliare quest'anno, i previsori hanno ridotto notevolmente le loro stime sia per il 2008 sia per il 2009" dice il presidente Nabe.
L'indagine indica una crescita degli Usa del 2,7% nel 2009, al di sotto del 2,9% indicato a febbraio.
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LONDRA, 19 maggio (Reuters) - La moneta unica si rafforza contro il biglietto verde, portandosi temporaneamente sopra la soglia degli 1,56 dollari, livello che non si vedeva da due settimane e mezzo.
Ad opprimere la valuta statunitense è ancora la debole lettura dell'indice sulla fiducia dei consumatori, sceso venerdì scorso sui minimi da giugno 1980.
Intorno alle 10 l'euro vale 1,5598 dollari, in crescita rispetto alla precedente chiusura di 1,5595.
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* In Giappone si apre oggi la riunione di due giorni di politica monetaria. Nel suo rapporto di aprile la banca centrale giapponese aveva stimato un rallentamento della crescita della seconda economia al mondo, principalmente a causa degli effetti degli elevati prezzi energetici e di materie prime. Da notare la scomparsa del riferimento ad una tendenza di moderata espansione, frase che era invece stata utilizzata nei report precedenti.
La decisione sui tassi verrà presa martedì, con le attese che sono per un mantenimento dello status quo. Nel meeting del mese scorso i membri del comitato hanno confermato il tasso guida allo 0,5%.
* Sempre in Giappone, l'indice Reuters Tankan di maggio sulla fiducia delle imprese manifatturiere è scivolato in territorio negativo (-2) per la prima volta in 5 anni. Ad aprile l'indice si era attestato a +1, mentre non scendeva sotto lo zero da luglio 2003. Si tratta del sesto mese consecutivo in cui l'indice registra un calo rispetto al periodo precedente.
* A Kiev si conclude la riunione annuale della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, che dovrebbe vedere l'insediamento del tedesco Thomas Mirow alla guida dell'istituto. Mirow, la cui canditatura è caldeggiata da Parigi, parte da favorito per la successione del francese Jean Lemierre.
* In tarda mattinata gli occhi degli investitori saranno puntati su Madrid, dove interverranno i membri del Consiglio della Bce Ordonez (Banca di Spagna) e Solbes. Giovedì scorso Trichet aveva avvertito che la crescita della zona euro nel secondo trimestre sarà inferiore rispetto a quanto osservato nei primi tre mesi del 2008.
* Sulla piazza asiatica continua la corsa del prezzo del petrolio. Sostenuto dai persistenti timori sul fronte delle scorte di benzina, alle 7,30 il contratto a giugno sul greggio Usa <CLc1> viene scambiato in rialzo di 61 cent a 126,90 dollari il barile, avvicinandosi alla cifra record testata venerdì di 127,82.
Secondo il ministro iraniano del petrolio, Gholamhossein Nozari, il prezzo del greggio continuerà a salire. "Credo che non ci sia bisogno di un meeting di emergenza dell'Opec", ha detto ieri alla Fars News Agency. "Non credo che stia diventando troppo costoso, credo che sia il dollaro a diventare troppo economico", ha aggiunto.
DATI MACROECONOMICI
USA
* Leading indicator aprile (16,00) - attesa -0,1%
BANCHE CENTRALI
ZONA EURO
* A Madrid interventi Ordonez e Solbes (12,00).
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