ISTANBUL, 9 maggio (Reuters) - Le Ferrari sono state le più veloci oggi nelle prove libere del Gran Premio di Turchia, col pilota brasiliano Felipe Massa che ha ottenuto il miglior tempo stamattina e il campione del mondo Kimi Raikkonen questo pomeriggio.
Nella seconda sessione, interrotta brevemente per un incidente dell'australiano Mark Webber della Red Bull, Raikkonen ha girato in un minuto e 27,543 secondi, un tempo molto vicino al minuto e 27,323 ottenuto da Massa in mattinata.
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ISLAMABAD, 16 aprile (Reuters) - La torcia olimpica è arrivata oggi in Pakistan in quello che sarà il primo tratto del suo percorso in Asia, tra imponenti misure di sicurezza e molte preoccupazioni.
La fiaccola, che verrà portata in tutto il mondo prima dell'inizio delle Olimpiadi a Pechino ad agosto, è giunta in aereo da Muscat alla base aerea di Rawalpindi.
Alcuni funzionari hanno detto che non si profilano al momento minacce che possano far pensare a un sabotaggio lungo il percorso e hanno aggiunto di non aspettarsi proteste contro il governo cinese, che invece si sono verificate in altri posti in cui è sfilata la fiaccola.
Manifestanti durante il passaggio della torcia olimpica hanno protestato per il modo in cui il governo cinese ha trattato i tibetani nel corso dei recenti raid seguiti alle proteste nella capitale del Tibet, Lhasa, e in altre regioni.
"Per noi è un onore e ne siamo fieri", ha detto il presidente dell'Associazione pakistana per le Olimpiadi (Apo), Arif Hassan.
Hassan ha aggiunto che l'evento aiuterà a migliorare l'immagine del Paese, dove militanti islamici hanno messo in atto una serie di attentati.
"Dio volendo, per una volta è andato tutto bene. Credo che (questo spettacolo) invierà un chiaro messaggio a tutto il mondo in modo che si veda qual è la vera faccia del Pakistan".
L'Apo in un primo momento aveva pensato di far sfilare la fiaccola lungo il principale viale della capitale, di fronte alla sede del Parlamento, ma successivamente l'evento è stato spostato nella zona dello stadio per timori sulla sicurezza e per le cattive condizioni meteo.
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di Francesca Piscioneri
IL CAIRO, 9 aprile (Reuters) - Valzer degli addii a Il Cairo. Nostalgico quello di Romano Prodi, alla sua ultima uscita estera come presidente del Consiglio italiano prima del voto del 13 aprile; grintoso quello di Luca Cordero di Montezemolo, presidente uscente di Confindustria che in Egitto, alla sua ultima missione, la ventunesima, incita l'Italia a superare le divisioni che la soffocano impedendone lo sviluppo.
Orgogliosi entrambi per l'accoglienza riservata all'Italia dal presidente egiziano Hosni Mubarak, "migliore di quelle toccata qualche mese fa a [il presidente francese Nicolas] Sarkozy", dice soddisfatto Montezemolo; "merito dei rapporti personali del professore", mormora qualche fedelissimo di Prodi.
In effetti stamani, fatto inedito per Mubarak, una folta delegazione italiana composta da 13 imprenditori - fra i quali oltre a Montezemolo, Roberto Colaninno e Corrado Passera - e capitanata da Prodi, è stata ricevuta al Palazzo presidenziale.
Certo Mubarak, questo invece fatto consueto, non si è visto in conferenza stampa al termine dell'incontro ma Prodi ha incassato dal presidente egiziano la concessione della proprietà del terreno sul quale si trova il Sacrario di El Alamein sorto a ricordo dei soldati italiani caduti in battaglia.
"Si tratta di un atto simbolico ma di un atto di amicizia", commenta soddisfatto Prodi che con Mubarak ha detto anche di condividere la preoccupazione per le sorti della questione israelo-palestinese e per l'incremento folle dei prezzi dei beni alimentari in molti paesi in via di sviluppo fra i quali l'Egitto.
Abbottonatissmo il Professore lo è sulle cose italiane. Vani i tentativi di farlo parlare sul destino di Alitalia <AZPIa.MI> appeso a pochi spiccioli, e nonostante il flusso di dichiarazioni di Silvio Berlusconi.
Il blue mood di Prodi arriva però quando i cronisti gli chiedono se, alla sua ultima missione, provi nostalgia. Non nega, e risponde: "Molta nostalgia, anche se poi certo si faranno altre cose...In queste missioni mi sono sentito sempre a casa, ho sempre trovato ministri che conoscevo da tempo, vedremo di coltivare le amicizie".
Poi spiega che il "sistema Italia andrà avanti certamente anche senza le persone" e qui il ministro del Commercio Estero, Emma Bonino, gli fa eco dicendo che, "no, non è vero, le persone contano". Prodi non raccoglie ma fa notare che la due giorni di governo-Confindustria-Abi-Ice a Il Cairo "è la più grande missione di un Paese europeo in Egitto".
Poi più nessuna dichiarazione, fino alla partenza nel pomeriggio insieme ai fedelissimi e alla signora Flavia per Bologna. Lo aspetta il comizio con Walter Veltroni, e forse lì avrà voglia di dire qualcosa in più sull'Italia e sulla caduta del suo governo.
Più sanguigno il 'commiato' di Montezemolo. Il presidente degli industriali, che a fine maggio passerà il testimone a Emma Marcegaglia, dice di non voler parlare di politica per non rischiare che le sue dichiarazioni siano strumentalizzate agli sgoccioli della campagna elettorale. Ma in realtà ne ha per tutti. Alla politica dice di rimboccarsi le maniche e di "ricostruire dalle fondamenta, tutti insieme" l'Italia. Un invito alla concordia in previsione di un pareggio fra Pd e Pdl?
Ai sindacati dà una bella strigliata sui contratti che non sarà senza conseguenze, spiegando che Confindustria vuole la riforma e la farà con chi ci starà senza ulteriori indugi. La Cgil intenda.
Da imprenditore navigato non rinuncia però all'ottimismo e spiega: "Ricordiamoci che quando in Italia accantoniamo le divisioni che ci soffocano non ce n'è per nessuno. Non c'è nessuna arcana maledizione che ci costringa a crescere meno degli altri e questo dobbiamo saperlo non solo quando siamo all'estero ma anche quando stiamo in Italia".
Del destino di Alitalia, però, nemmeno lui vuole parlare.
((Francesca Piscioneri, in redazione a Roma Giselda Vagnoni, RM: francesca.piscioneri.reuters.com@reuters.net - +39 06 85224245 - rome.newsroom@reuters.com))